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Portando nel cuore la sintesi dei vari percorsi di ascolto dell’anno pastorale 2021/22, ci poniamo ora sotto l’azione dello Spirito Santo rivivendo insieme, nella fede, l’incontro di Gesù con Marta e Maria, nella casa di Betania (Lc 10,38-42): questa sarà l’icona biblica che ci accompagnerà per il secondo anno sinodale dedicato all’ascolto.

thumbnail of Labortorio_Comunità_22_23Parole come: cammino, ascolto, accoglienza, ospitalità, servizio, casa, relazioni, accompagnamento, prossimità, condivisione… sono risuonate continuamente nei gruppi sinodali e hanno ispirato alla Chiesa che è in Italia l’immagine della “casa di Betania” aperta alla presenza operante di Gesù.

Come primo passo – in questo anno pastorale 2022/23 – dopo aver riascoltato insieme quanto emerso ai vari livelli di ascolto comunitario, vogliamo preparare insieme gli strumenti necessari per aprire i vari Cantieri di Betania.

Proprio nel Vangelo di Luca (Lc 14,28-30) troviamo l’indicazione chiara per coinvolgerci, come singoli e come comunità, nel progetto di Dio: impegnarci costantemente in una feconda formazione umana, spirituale ed ecclesiale

«Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: «Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro». 

Lc 14, 28-30

Ecco il compito che ci aspetta in questo primo trimestre del nostro anno pastorale: formarci comunitariamente per costruire insieme il progetto di Dio, seguendo con scaltrezza e audacia la Parola di Dio.

«Se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori. Se il Signore non custodisce la città, invano veglia il custode. Invano vi alzate di buon mattino, tardi andate a riposare e mangiate pane di sudore: il Signore ne darà ai suoi amici nel sonno».

Salmo 126

 

Prospettive per il secondo anno del Cammino sinodale

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Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò. Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi. Allora si fece avanti e disse: “Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti”. Ma il Signore le rispose: “Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta”.

(Lc 10,38-42)

Il discernimento sulle sintesi del primo anno di Cammino ha permesso di focalizzare l’ascolto del secondo anno lungo alcuni assi o cantieri sinodali, da adattare liberamente a ciascuna realtà, scegliendo quanti e quali proporre nel proprio territorio. Il carattere laboratoriale ed esperienziale dei cantieri potrà integrare il metodo della “conversazione spirituale” e aprire il Cammino sinodale anche a coloro che non sono stati coinvolti nel primo anno. Quella del cantiere è un’immagine che
indica la necessità di un lavoro che duri nel tempo, che non si limiti all’organizzazione di eventi, ma punti alla realizzazione di percorsi di ascolto ed esperienze di sinodalità vissuta, la cui rilettura sia punto di partenza per la successiva fase sapienziale. I cantieri sinodali di seguito indicati rilanciano le priorità individuate per il secondo anno del Cammino.

È utile ribadire che questo resta un tempo di ascolto e non di letture sistematiche e di risposte pastorali, a cui saranno invece dedicate le successive fasi, sapienziale e profetica. È certo un ascolto “orientato”, per poter raccogliere narrazioni utili a proseguire il cammino; un ascolto che si fa riflessione, in una circolarità feconda tra esperienza e pensiero che comincia ad acquisire gli strumenti con cui costruire le “novità” chieste dallo Spirito. Alla base rimane il lavoro svolto durante il primo anno e la domanda fondamentale del Sinodo universale:

Una Chiesa sinodale, annunciando il Vangelo, cammina insieme: come questo ‘camminare insieme’ si realizza oggi nella Chiesa?

Quali passi lo Spirito ci invita a compiere per crescere nel nostro ‘camminare insieme’?

La strada e il villaggio

Nella realizzazione di questo cantiere sinodale dovremo misurarci con la questione dei linguaggi, che in alcuni casi risultano difficili da decodificare per chi non li utilizza abitualmente: basta pensare ai codici comunicativi dei social e degli ambienti digitali abitati dai più giovani, o a quelli delle fratture prodotte dall’emarginazione. Occorrerà, dunque, uno sforzo per rimodulare i linguaggi ecclesiali, per apprenderne di nuovi, per frequentare canali meno usuali e anche per adattare creativamente il metodo della “conversazione spirituale”, che non potrà essere applicato dovunque allo stesso modo e dovrà essere adattato per andare incontro a chi non frequenta le comunità cristiane. 

L'ospitalità e la casa

Il cantiere dell’ospitalità e della casa dovrà approfondire l’effettiva qualità delle relazioni
comunitarie e la tensione dinamica tra una ricca esperienza di fraternità e una spinta alla missione che la conduce fuori. Si interrogherà poi sulle strutture, perché siano poste al servizio della missione e non assorbano energie per il solo automantenimento, e dovrà verificarne sostenibilità e funzionalità. In un “cambiamento d’epoca” come il nostro (cf. Papa Francesco, Discorso ai rappresentanti del V Convegno Nazionale della Chiesa italiana, 10 novembre 2015), tale verifica dovrà includere l’impatto ambientale, cioè la partecipazione responsabile della comunità alla cura della casa comune (cf. Laudato si’). Questo cantiere si può aprire anche sugli orizzonti del decentramento pastorale, per una presenza diffusa sul territorio, oltre che sulle strutture amministrative come le “unità pastorali” e simili.
Nell’ambito del cantiere sinodale si potrà poi rispondere alla richiesta, formulata da molti, di un’analisi e un rilancio degli organismi di partecipazione (specialmente i Consigli pastorali e degli affari economici), perché siano luoghi di autentico discernimento comunitario, di reale corresponsabilità, e non solo di dibattito e organizzazione.

La diaconia e la formazione spirituale

Il servizio necessita di radicarsi nell’ascolto della parola del Maestro (“la parte migliore”, Lc 10,42): solo così si potranno intuire le vere attese, le speranze, i bisogni. 
Si apre il cantiere delle diaconie e della formazione spirituale, che focalizza l’ambito dei
servizi e ministeri ecclesiali, per vincere l’affanno e radicare meglio l’azione nell’ascolto della Parola di Dio e dei fratelli: è questo che può distinguere la diaconia cristiana dall’impegno professionale e umanitario. Spesso la pesantezza nel servire, nelle comunità e nelle loro guide, nasce dalla logica del “si è sempre fatto così” (cf. Evangelii gaudium 33), dall’affastellarsi di cose da fare, dalle burocrazie ecclesiastiche e civili incombenti, trascurando inevitabilmente la centralità dell’ascolto e delle relazioni.


DOCUMENTI DEL MAGISTERO

per la formazione personale e comunitaria

   SACROSANCTUM CONCILIUM COSTITUZIONE SULLA SACRA LITURGIA del Concilio Vaticano II

   LUMEN GENTIUM COSTITUZIONE DOGMATICA SULLA CHIESA del Concilio Vaticano II

   GAUDIUM ET SPES COSTITUZIONE PASTORALE SULLA CHIESA NEL MONDO CONTEMPORANEO del Concilio Vaticano II

   APOSTOLICAM ACTUOSITATEM DECRETO SULL’APOSTOLATO DEI LAICI del Concilio Vaticano II

   DEI VERBUM COSTITUZIONE DOGMATICA SULLA DIVINA RIVELAZIONE del Concilio Vaticano II

   PRESBYTERORUM ORDINIS DECRETO SUL MINISTERO E LA VITA DEI PRESBITERI del Concilio Vaticano II

   PERFECTAE CARITATIS DECRETO SUL RINNOVAMENTO DELLA VITA RELIGIOSA del Concilio Vaticano II

   EVANGELII GAUDIUM ESORTAZIONE APOSTOLICA SULL' ANNUNCIO DEL VANGELO NEL MONDO ATTUALE del Santo Padre Francesco