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Viale Ammiraglio Giorgio Des Geneys, 19

  Don Stefano Bisio, parroco – 3395246301 (anche SMS o whatsapp)

parrocchiequarto@diocesi.genova.it



San Giuseppe di Priaruggia

Una comunità nata con il quartiere, una storia che continua nella Fraternità di Quarto

La parrocchia di San Giuseppe di Priaruggia è la più giovane tra le comunità che oggi costituiscono la Fraternità di Quarto. La sua storia istituzionale comincia nella seconda metà del Novecento, ma le sue radici affondano molto più indietro, nella storia di Priaruggia, del suo piccolo borgo marinaro e delle famiglie che per generazioni hanno vissuto tra il mare e le colline di Quarto.

È dunque una storia particolare: non quella di una chiesa antica attorno alla quale si è formato un paese, ma quasi il percorso inverso. Un quartiere cresce, cambia volto, accoglie nuove famiglie e sente il bisogno di una nuova casa per la comunità cristiana.

Priaruggia prima della parrocchia

Prima di diventare uno dei quartieri residenziali del Levante genovese, Priaruggia era soprattutto un piccolo borgo affacciato sul mare.

La sua conformazione geografica aveva favorito fin dall’antichità la presenza di un approdo protetto. Attorno alla baia si sviluppò così un nucleo abitato fortemente legato alla pesca e alla vita marinara, mentre più all’interno, verso Pontevecchio, la Castagna e le alture, prevalevano le attività agricole.

La presenza cristiana precede naturalmente di molti secoli la nascita della parrocchia di San Giuseppe. Priaruggia apparteneva al più vasto tessuto ecclesiale di Quarto e le sue famiglie facevano riferimento alle antiche comunità del territorio.

È significativo, ad esempio, il ricordo dell’oratorio di San Rocco di Priaruggia, antica presenza religiosa poi scomparsa, dalla quale proveniva una pala attribuita a Luca Cambiaso raffigurante San Rocco con i santi Sebastiano ed Erasmo, successivamente custodita nella chiesa di Santa Maria della Castagna.

È un piccolo frammento che ricorda come fede, vita quotidiana e territorio fossero profondamente intrecciati ben prima della costruzione dell’attuale chiesa.

Un quartiere che cambia

Il passaggio decisivo avviene nel Novecento e soprattutto negli anni successivi alla seconda guerra mondiale.

La vecchia Priaruggia, fatta di case vicine alla spiaggia, piccole attività, pescatori e nuclei familiari radicati da generazioni nel territorio, viene progressivamente trasformata. Negli anni Cinquanta e Sessanta la grande espansione edilizia del Levante genovese modifica profondamente anche questa zona.

Nascono nuovi palazzi e nuove strade, aumentano le abitazioni e arrivano numerose famiglie provenienti da altre parti della città e da fuori Genova.

La crescita della popolazione rende necessario ripensare anche la presenza della Chiesa sul territorio. Le strutture parrocchiali esistenti, nate per una realtà molto diversa, non sono più sufficienti ad accompagnare pastoralmente i nuovi insediamenti.

È in questo contesto che matura la nascita di San Giuseppe di Priaruggia.

Don Pietro Bisso e la nascita della nuova comunità

La storia della parrocchia è inseparabile dalla figura di don Pietro Bisso.

Nato a Camogli nel 1915, divenne nel 1948 parroco di Santa Maria della Castagna. Da quella comunità assistette direttamente alla trasformazione del territorio e comprese progressivamente la necessità di una nuova presenza pastorale nella zona di Priaruggia.

La futura parrocchia di San Giuseppe nasce infatti all’interno del territorio della Castagna. Don Pietro promosse il progetto della nuova chiesa e accompagnò il lungo percorso necessario per trasformare quell’intuizione in realtà.

Dietro la costruzione dell’edificio vi fu un impegno ben più ampio: trovare uno spazio adeguato, predisporre un progetto, affrontare questioni economiche e burocratiche, raccogliere risorse e coinvolgere le famiglie. Ma soprattutto bisognava far nascere la consapevolezza che quella nuova chiesa non sarebbe stata soltanto un luogo più vicino nel quale celebrare, bensì il centro di una nuova comunità.

1966-1968: nasce San Giuseppe di Priaruggia

Nel 1966 venne benedetta la prima pietra della nuova chiesa.

Due anni dopo, nel 1968, il cardinale Giuseppe Siri, arcivescovo di Genova, consacrò la chiesa e nacque ufficialmente la nuova parrocchia di San Giuseppe di Priaruggia.

L’edificio rispecchia pienamente il periodo storico nel quale nasce. Non cerca di riprodurre le forme delle antiche chiese genovesi, ma adotta un linguaggio architettonico contemporaneo, con una grande aula celebrativa, una struttura essenziale in cemento armato, ampi finestroni e vetrate policrome.

La scelta stessa esprime una precisa intenzione pastorale: la Chiesa vuole abitare il nuovo quartiere e diventare parte della sua vita.

Anche la dedicazione a San Giuseppe appare particolarmente significativa. In una zona popolata in larga parte da nuove famiglie, affidare la comunità allo sposo di Maria, custode della casa di Nazaret e uomo del lavoro quotidiano, significava porre sotto la sua protezione la vita ordinaria delle case e delle famiglie del quartiere.

Una comunità costruita nel tempo

La costruzione della chiesa richiese a don Pietro Bisso un impegno considerevole, tanto sul piano pastorale quanto su quello umano. La sua vita rimase profondamente legata alla nuova comunità fino alla morte, avvenuta il 2 dicembre 1983.

Ma una parrocchia non nasce veramente quando vengono terminati i muri.

Nasce quando dentro quei muri vengono celebrati i battesimi, quando i bambini iniziano il catechismo, quando le famiglie si incontrano, quando qualcuno assume un servizio, quando vengono accompagnati matrimoni, malattie, lutti e momenti di festa.

Ed è precisamente quanto accade a Priaruggia.

Negli anni successivi San Giuseppe diventa un punto di riferimento per un territorio ormai profondamente diverso dall’antico borgo marinaro. Alla popolazione storica si affiancano moltissime nuove famiglie e la parrocchia diventa uno dei luoghi capaci di creare relazioni tra persone provenienti da storie diverse.

La liturgia, la catechesi, l’attività educativa, i gruppi, l’attenzione alle famiglie e ai più fragili costruiscono progressivamente quella rete di rapporti che costituisce la vera storia della comunità.

Anche le immagini dedicate alla vita di San Giuseppe, collocate nella chiesa, accompagnano questo cammino spirituale: l’ascolto di Dio, l’accoglienza di Maria, la nascita di Gesù, la custodia della famiglia, la quotidianità di Nazaret.

Il legame ritrovato con Santa Maria della Castagna

Nella storia più recente assume un significato particolare il progressivo riavvicinamento con Santa Maria della Castagna.

San Giuseppe era nata proprio da quella comunità, in risposta alla crescita di Priaruggia. A distanza di oltre cinquant’anni, le mutate condizioni sociali ed ecclesiali hanno favorito un nuovo cammino condiviso tra le due parrocchie.

Si è così ricomposto, in una forma nuova, un legame antico: la comunità nata dalla Castagna ha ricominciato a camminare accanto alla comunità dalla quale aveva avuto origine.

Questo non ha significato cancellare l’identità maturata da San Giuseppe nel corso dei decenni, ma riconoscere che la storia di una parrocchia può essere custodita anche aprendosi a relazioni più ampie e mettendo i propri doni a servizio degli altri.

La Fraternità di Quarto

Nel 2026 questo cammino ha conosciuto un passaggio ulteriore con la costituzione della Fraternità di Parrocchie di Quarto, nella quale San Giuseppe di Priaruggia cammina insieme a Santa Maria della Castagna, San Giovanni Battista, Santi Angeli Custodi e San Gerolamo di Quarto.

Le diverse comunità sono oggi affidate a un unico parroco, don Stefano Bisio, anche moderatore della Fraternità di Parrocchie di Quarto.

È un passaggio che va oltre l’aspetto organizzativo. Offre infatti la possibilità di riscoprire Quarto come un unico territorio pastorale, affidato alla responsabilità di una comunità cristiana articolata in più parrocchie ma chiamata a camminare sempre più insieme.

Le singole comunità conservano la propria storia, le proprie tradizioni, i propri luoghi e le proprie sensibilità, ma tutto questo può diventare progressivamente patrimonio condiviso.

La Fraternità permette così di passare dalla sola domanda «a quale parrocchia appartengo?» a una consapevolezza più ampia: «apparteniamo alla comunità cristiana che vive e serve questo territorio».

Priaruggia, Castagna, San Gerolamo, gli Angeli Custodi e San Giovanni Battista non sono realtà isolate poste una accanto all’altra, ma diverse presenze attraverso le quali la Chiesa incontra le persone che abitano Quarto.

In questa prospettiva anche la presenza di un unico parroco e moderatore diventa una possibilità pastorale: mettere in comune persone e carismi, pensare insieme la catechesi, la formazione, la carità, la pastorale giovanile e familiare e leggere in modo unitario le domande del territorio.

San Giuseppe e la sfida del futuro

Per San Giuseppe di Priaruggia questo passaggio possiede un significato particolare.

La parrocchia era nata negli anni Sessanta perché la Chiesa aveva saputo leggere un territorio che stava cambiando. Di fronte alle nuove case e all’arrivo di tante famiglie, aveva scelto di non limitarsi a custodire ciò che già esisteva, ma di creare una nuova presenza.

Oggi la sfida è diversa, ma il criterio può essere lo stesso.

Non si tratta principalmente di costruire nuove chiese, ma di costruire nuove relazioni di comunione; non di moltiplicare strutture, ma di valorizzare insieme quelle esistenti; non di difendere i confini della propria parrocchia, ma di domandarsi come annunciare oggi il Vangelo agli uomini e alle donne che abitano Quarto.

San Giuseppe non cessa di essere la chiesa e la comunità di Priaruggia. Può però diventare, insieme alle altre, una delle case della più grande comunità cristiana di Quarto.

La Fraternità non nasce per rendere tutte le comunità uguali, ma per permettere loro di diventare realmente sorelle.

E proprio San Giuseppe, uomo della custodia e dell’ascolto, può accompagnare questo nuovo cammino: insegnando a conservare con gratitudine ciò che è stato ricevuto senza aver paura di metterlo a disposizione di un progetto più grande.

Così la storia di San Giuseppe di Priaruggia continua oggi nella Fraternità di Parrocchie di Quarto, dove la memoria di ogni comunità diventa patrimonio comune e dove siamo chiamati insieme a riconoscere Quarto come il territorio affidato alla nostra cura pastorale, alla nostra responsabilità e alla nostra missione.

Questa versione è sensibilmente più asciutta, ma conserva tutti i passaggi storici e soprattutto il significato pastorale finale della Fraternità.